Siena – i dintorni: Bagno Vignoni

Bagno Vignoni

Bagno Vignoni, a sud di Siena, è con la sua rarefatta atmosfera, con i vapori caldi che si sprigionano dalla grande piazza d’acqua, un vero fiore all’occhiello della zona. Entrare a Bagno Vignoni è come valicare il muro del tempo, come immergersi in una realtà completamente fuori dai tempi.

Si respira davvero un’aria nuova, anzi antichissima in questa località che si snoda tutta intorno all’unicità della sua piazza.

E’ da lì, dove nella grande vasca nel Cinquecento presero il bagno Santa Caterina da Siena e Lorenzo de’ Medici; che si può ammirare uno dei panorami più suggestivi della zona: le anse del fiume Orcia che, a tratti accogliente e rasserenante, diviene d’improvviso ostile ed inaccessibile; la severità della Rocca d’Orcia e, guardando a destra nella valle, il tenebroso profilo del Castello della Ripa. Alle spalle dell’abitato si scorge Vignoni Alto, piccolo borgo immerso e seminascosto nel verde della collina, mentre dinnanzi si erge, in posizione di dominio dell’intera Val d’Orcia, il Monte Amiata, apprezzata meta turistica di vacanze estive ed invernali, che sembra ricordare a tutti le sue minacciose origini vulcaniche. Il Borgo sorge sopra l’abitato di Bagno Vignoni e si raggiunge, percorrendo un strada sterrata da San Quirico d’Orcia seguendo le indicazioni per Ripa d’Orcia-Vignoni.

L’origine del castello di Vignoni risale all’ XI secolo, quale possedimento dell’Abbazia di S.Antimo.

Nella prima metà del secolo successivo fu dei Tignosi di Rocca d’Orcia, ma il potere di Siena avanzava già le sue pretese, tanto che nel 1207, Vignoni figurava fra le terre obbligate al versamento di una imposta straordinaria.

Tuttavia nel corso dei secoli XIII-XVI Vignoni, con il vicino Bagno Vignoni, continuarono a sfuggire al controllo senese, passando dalla famiglia dei Tignosi a quella dei Salimbeni. Solo alla fine del 1300 Siena riuscì ad impadronirsi del castello e di Bagno Vignoni. Nell’attuale borgo fortificato si puo’ ancora notare una torre, ora mozzata. Anche una delle antiche porte di accesso al recinto murato è ancora perfettamente intatta, accanto alla chiesa di San Biagio. Questa, di origine romanica anche se fortemente rimaneggiata all’interno, si presenta con ad unica navata e conserva ancora resti di affreschi del XIV e XV secolo. Da questa chiesa provengono il fonte battesimale (del 1585) attualmente nella Collegiata di San Quirico d’Orcia e il crocifisso in bronzo del Giambologna oggi al Museo di Montalcino.

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