Non correre…passeggia. Alla scoperta di Pistoia: un genuino tesoro toscano ti aspetta Scritto da Sean T. Kelly

Se avete visitato la Toscana, probabilmente avrete trascorso la maggior parte del vostro tempo a Firenze, Pisa o su qualche mezzo di trasporto tra queste località. Principalmente grazie alle sue meraviglie culturali, architettoniche e storiche che accomunano la parte occidentale e la parte orientale della pianura Toscana, questa “mecca” nel centro dell’Italia è diventata una delle regioni più visitate la mondo, attirando migliaia e migliaia di turisti ogni anno.

Non c’è dubbio che Firenze e Pisa, insieme a Milano nel Nord e a Roma nel Sud (e la fenomenale e bellissima Costa Amalfitana), debbano essere inserite nella lista dei luoghi da visitare di ogni viaggiatore. Ma per conoscere la Toscana – per innamorarsi della Toscana – è necessaria una  “furba” evasione dai percorsi più battuti dai turisti, per spingersi dove migliaia di anni di storia continuano ad esistere negli stretti vicoli lastricati delle piccole città. Amare la Toscana richiede al viaggiatore di amare tanto se stesso, da essere disposto a rallentare, e notare con attenzione l’infinita bellezza dei particolari, l’aroma del pane appena sfornato, i colori della frutta e della verdura disposti come se fossero parte di una tavolozza da una piazza all’altra, le camminate attraverso le distese di profumati olivi, il suono delle campane.

I viaggiatori che cercano la vera essenza della Toscana più tipica la troveranno in una piccola cittadina chiamata Pistoia (poco più di 90.000 abitanti). Non ne avete mai sentito parlare? Non mi sorprende.
È indubbiamente un tesoro, ricca di fascino antico e legato alle tradizioni, che si amalgama perfettamente con il suo volto giovane e moderno, con il progresso e con l’arte.

Pistoia ha un’atmosfera così tranquilla e incontaminata – quasi intoccata –  dal turismo di massa che i viaggiatori che si imbattono in questo antico castrum Romano (base militare), costruita ai piedi dell’Appennino, si renderanno immediatamente conto della fortuna che hanno avuto. Mentre la maggior parte dei turisti  fanno la spola tra le meraviglie turistiche che compaiono su ogni libro di storia, cercando di visitare tutto il possibile secondo il programma stabilito minuto per minuto, come se fosse un lavoro – a Pistoia il visitatore troverà un’appagante soddisfazione nel gustare lentamente una prugna o nel trascorrere semplicemente un pomeriggio passeggiando senza una particolare meta.

Pistoia sembra lo sfondo di una pittura antica ancora vivente. Una passeggiata per i vicoli che congiungono le piazze permette di ammirare un infinito assortimento di prodotti esposti, dai vivaci colori della frutta e della verdura, alle macellerie con le loro vetrine imbandite di salumi e specialità.

Pistoia è vivace e giovane. La sera, mentre il proprietario del negozio tipico sta ancora riordinando le forme di pecorino, su e giù per le strade inizia un piacevole via vai di persone che passeggiano a braccetto o mano nella mano, sorridendosi  e chiacchierando con tranquillità….

Come in molte altre zone dell’Italia, i Pistoiesi si sentirebbero persi senza la loro passeggiata serale, con un immancabile aperitivo in uno dei molti locali all’aria aperta.
I caffè agli angoli delle piazze sono il luogo ideale per chi vuole osservare, immedesimarsi con personaggi che sembrano usciti da un vecchio libro o lasciarsi coinvolgere da un piccolo concerto di jazz improvvisato.

Noterete tutti i dettagli – aspetto incantevole dello slow travel!!
Semplicemente trovando il tempo per immaginare… in particolar modo per quelli come noi che hanno vite troppo intense, rigidamente scandite da calendari sovraccarichi, è possibile sentirsi inebriati da un senso di ricchezza quasi imbarazzante.

Per alcuni viaggiatori, Pistoia rimarrà un tesoro sconosciuto e nascosto per sempre, vista di sfuggita e da una grande distanza attraverso il finestrino di un bus granturismo in movimento. Per altri, invece, sarà Pistoia sarà difficile da lasciare e ancora più difficile sarà mantenere il segreto.

E tu, che viaggiatore sei?

Sean T. Kelly

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